Fondazione Ariel si racconta in radio a “Diario di un giorno”

La nostra missione e i nostri progetti, ma soprattutto la testimonianza di Rosalba e Saverio, famiglia di Ariel, e di Jessica, nostra volontaria che da anni ci supporta in un'emozionante intervista a Radio24.

 

Fondazione Ariel è stata protagonista della trasmissione radiofonica di Radio24Diario di un giorno – cronache dal sociale” curata dalla giornalista Cristina Carpinelli. A parlare ai microfoni di Radio24 Saverio e Rosalba, genitori di Maria Isabella e Beatrice, che hanno raccontato il loro intenso percorso, dalle prime visite della figlia più piccola fino alla gioia di aver incontrato Fondazione Ariel e di essersi avvicinati ad altre famiglie che affrontano la loro stessa avventura: “Con Ariel è stato un contatto lampo… e quando ci siamo trovati lì di persona ci siamo sentiti a casa”.

Il prof. Nicola Portinaro, direttore medico-scientifico di Ariel, racconta l'idea e la nascita di Fondazione Ariel per fornire aiuto alle famiglie con bambini con disabilità e i servizi offerti gratuitamente ai genitori e ai familiari: l’orientamento medico, il supporto psicologico e il counseling legale da parte di esperti del settore che accompagnano le famiglie nel loro percorso e le aiutano a sentirsi meno sole.

“Il nostro sogno è che queste famiglie possano vivere il più serenamente possibile, totalmente incluse nella società, mantenendo un approccio positivo e possibilmente proattivo nell’affrontare l'avventura difficoltosa di crescere un bambino con disabilità. Il nostro motto, infatti, è “nessuno è disabile alla felicità”, prosegue Francesca Naboni, responsabile Comunicazione e Fundraising, presentando anche uno dei numerosissimi progetti di Ariel, il “Bosco magico”. "Un progetto che garantisce il diritto al gioco ai bambini con disabilità neuromotorie e paralisi cerebrale, ai quali spesso sono precluse le occasioni ricreative e di gioco dei propri coetanei: uno spazio pensato appositamente per loro e curato da esperti dell’animazione e dal gruppo dei volontari di Ariel".

Infine l’intervista a Jessica, ex paziente del prof. Portinaro e ora volontaria di Fondazione Ariel. “Diventare volontaria di Ariel è stata un’occasione importante per me per sostenere la Fondazione, perché io stessa nasco come paziente”. Jessica racconta delle sfide che ogni giorno affronta, come l’accessibilità dei mezzi pubblici, della laurea conseguita in Servizio sociale e della voglia di lanciare un messaggio di inclusione ai ragazzi della sua età: “Avere pregiudizi è normale, li abbiamo tutti. Però penso anche che il pregiudizio esista per essere abbattuto, tutto sta nell’essere disposti a conoscere una realtà diversa dalla propria, non come ostacolo ma bensì come valore aggiunto”.

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