Il bambino con Paralisi Cerebrale e la scuola

L'inclusione scolastica dei bambini con disabilità necessita di particolari attenzioni, dal coinvolgimento di personale dedicato, all'utilizzo di specifici ausili. A parlarne è il pedagogista Massimo Guerreschi, conduttore del corso "La Paralisi Cerebrale Infantile. Dalla nascita all'inserimento scolastico" sabato 28 settembre 2013.

Assistenza didattica, insegnante di sostegno, piano educativo e ausili. Del vasto tema dell'inclusione scolastica si è parlato sabato 28 settembre 2013 nel corso "La Paralisi Cerebrale Infantile. Dalla nascita all'inserimento scolastico", organizzato da Fondazione Ariel in collaborazione con l'associazione La Nostra Famiglia e l'IRCSS Eugenio Medea. Un percorso per accompagnare i genitori dai primi giorni di vita all'inserimento a scuola, mettere a fuoco, passo dopo passo, i nuovi termini, le nuove figure di riferimento e i contesti che il bambino e i suoi genitori incontreranno fino ad arrivare ai primi giorni sui banchi di scuola.

Nell'incontro con Massimo Guerreschi, pedagogista e responsabile del Centro Ausili dell'Associazione La Nostra Famiglia, punto di partenza è stata la normativa, ossia dai diritti di cui godono i bambini con disabilità.

"Siamo partiti da una rilettura critica della normativa essenziale sul tema dell'integrazione scolastica, ossia il DPR del 24 febbraio 1994 - spiega Guerreschi - . Una normativa piuttosto buona che, se applicata con attenzione, risolverebbe molte delle problematiche che spesso caratterizzano i percorsi scolastici dei bambini con difficoltà di apprendimento. Non si tratta infatti di semplice burocrazia - continua - ma di indicazioni metodologiche preziose, che indicano, per esempio, come primo passo fondamentale una collaborazione efficace e intensa fra servizio sanitario e scuola. Tutto questo permetterebbe di risolvere, in primo luogo, quello che io chiamo la "geolocalizzazione dei diritti" che vediamo ogni giorno, per cui a seconda della residenza e dei centri esistenti sul territorio si incontrano trattamenti e offerte scolastiche molto differenti. E, ancora, permetterebbe di bloccare gli automatismi a cui spesso danno vita gli insegnanti di sostegno che operano in totale autonomia mentre, di fatto, l'elaborazione del programma educativo compete all'insegnante di ruolo e al team scolastico nel suo complesso. Da qui dovrebbe nascere un programma di lavoro personalizzato, in linea con il programma della classe ma tarato in funzione delle difficoltà del singolo studente, non solo per riduzione o sottrazione ma modulato sui bisogni e le potenzialità dello studente, in un giusto equilibrio fra il percorso evolutivo del ragazzo e lo forzo che gli si può chiedere. Il primo consiglio è quindi quello di informarsi anche con forme associative, come Fondazione Ariel, che possono offrire un orientamento rispetto alle numerose informazioni per poter esigere che la normativa esistente venga messa in pratica e i propri diritti vengano rispettati".

Corrette informazione e consapevolezza sono fondamentali anche sul tema degli adattamenti e gli ausili orientati all'attività scolastica a disposizione per i bambini per favorirne il percorso a scuola. Un vero e proprio mondo di ausili ad alta e bassa tecnologia e di soluzioni per la riduzione delle barriere architettoniche, per ricercare la maggiore autonomia possibile nelle attività della vita quotidiana: sul fronte della comunicazione, dell'apprendimento, la mobilità e il controllo ambientale.

Per ulteriori informazioni, è possibile visitare la pagina: Corso La paralisi cerebrale infantile, dalla nascita alla scuola 

Seguici anche sui Social

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le nostre attività?