Alzati, fai dei chilometri. Storie di alleanza e resilienza nelle relazioni di cura

Un libro scritto a quattro mani da una fisioterapista, Renata Azario, uno psicomotricista, Giorgio Fogliano, e uno psicoterapeuta, Gian Luca Greggio. Tre professionisti con un bagaglio di esperienza trentennale, che hanno voluto fondere i rispettivi percorsi insieme a quelli di altri colleghi per una riflessione sul ruolo della fisioterapia nella vita dei pazienti. "Alzati, fai dei chilometri. Storie di alleanza e resilienza nelle relazioni di cura", edito da Sensibili alle foglie.

"Apportiamo un aiuto profondo solo quando nella relazione rischiamo noi stessi come persone, quando sperimentiamo l'altro come una persona coi suoi diritti. Solo allora ha luogo un incontro a una profondità tale da dissolvere il dolore della solitudine di entrambi nel cliente, come nel terapista".

Apre con questa citazione l'introduzione del libro, "Alzati, fai dei chilometri. Storie di alleanza e resilienza nelle relazioni di cura", edito da Sensibili alle foglie e scritto a quattro mani da una fisioterapista, Renata Azario, uno psicomotricista, Giorgio Fogliano, e uno psicoterapeuta, Gian Luca Greggio. Tre professionisti con un bagaglio di esperienza trentennale, che hanno voluto fondere i rispettivi percorsi insieme a quelli di altri colleghi per una riflessione sul ruolo della fisioterapia nella vita dei pazienti.

Dopo lo stupore del titolo provocatorio e incoraggiante allo stesso tempo, è nel sottotitolo che si scopre l'anima di questo libro che raccoglie tante testimonianze, anche di persone vicine a Fondazione Ariel, storie di alleanza e resilienza nelle relazioni di cura. Andiamo per gradi... Cosa si intende con il termine "resilienza"? Su Wikipedia potete trovare questa definizione: "capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità". Solo leggendo questo libro e le numerose testimonianze che raccoglie potrete però comprendere il significato più vero e quanto sia determinante in questo percorso la relazione che si costruisce con gli specialisti a cui si fa riferimento, un'alleanza terapeutica che si basa su fiducia e motivazione in un delicato equilibrio di "giusta vicinanza" e "giusta lontananza". 

"Come tanti dipinti che circondano il visitatore in una galleria d'arte, in questo libro vengono presentati al lettore racconti sbocciati sul campo di quelle alleanze relazionali che nascono nelle vicende terapeutiche o genericamente di cura. Filo conduttore, scelto dagli autori per esplorare le esperienze qui riportate, è il vasto e nuovo campo dei fattori di resilienza, intesi come le risorse utilizzate da ciascuno di noi per fuoriuscire dai diversi "torrenti in piena" in cui ci getta la vita: la memoria delle nostre origini, la consapevolezza dell'ambiente in cui si vive, la potenza dell'energia personale, l'esperienza delle cadute e della stanchezza durante il percorso; ma anche la grande forza della relazione e dell'alleanza con altre persone, la tenacia nelle avversità, l'intelligenza, l'intuito, il sentire, la saggezza, l'autonomia e l'altruismo; il vedere i valori di fondo, le motivazioni, il toccare con mano la fiducia in se stessi e nel proprio corpo, l'autostima, l'autoefficacia, la tolleranza e la flessibilità; l'adattamento, il sogno, l'immaginazione, la creatività. E, per finire in bellezza, l'abilità di chiedere aiuto, gustando l'umorismo e l'autoironia come ciliegine sulla torta."

Pagine dedicate agli addetti ai lavori e ai professionisti della cura in primo luogo, ma anche per chi ha bisogno di ricordare che dietro ogni difficoltà c'è un'opportunità.

Per sapere qualcosa di più vi segnaliamo questo video registrato in occasione della presentazione del volume

 

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